Cavolo nero

Il cavolo nero ha una forma particolare: non ha una parte centrale ma è composto da tante foglie allungate, molto scure e arricciate. Le coste sono chiare e dure: per questo spesso si cucina solo la parte tenera delle foglie. Negli altri Paesi è anche conosciuto con il nome di “cavolo dinosauro” perché l’aspetto delle sue foglie ricorda la pelle di un dinosauro.

Il cavolo nero è molto comune nella cucina tradizionale toscana ed è l’ingrediente principale della ribollita. Lo si usa nelle zuppe ma è ottimo anche al forno o saltato in padella. È ricco di vitamine C, A, K e minerali come calcio, ferro e potassio. È un alimento ipocalorico e saziante, con effetti antinfiammatori e depurativi.

provenienza
Italia
Stagionalità
Primavera - Inverno
Contenuto
Calcio, Ferro, Potassio, Vitamina C, Vitamina A, Vitamina K
Porzione
100 g
Calorie
35 kcal
Acqua
89.6 g
Proteine
2.9 g
Lipidi
1.4 g
Carboidrati disponibili
4.4 g
Zuccheri solubili
0.99 g
Fibra totale
4.1 g
Calcio
254 mg
Ferro
1.6 mg
Potassio
348 mg
Vitamina C
93.4 mg
Vitamina A Retinolo eq.
241 µg
Vitamina K
389.6 µg

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sul cavolo nero

Come capire se il cavolo nero è fresco?
Il cavolo nero è fresco quando le foglie sono compatte e carnose, prive di macchie gialle o marroni.

Come conservare il cavolo nero?
Per mantenere le foglie croccanti, avvolgi il cavolo nero in un canovaccio di cotone o con della carta da cucina e conserva in frigo fino a 4-5 giorni. Lavalo solo prima di cucinarlo.

Come pulire il cavolo nero?
Lava sotto acqua corrente le foglie e in particolar modo le nervature. Elimina la parte centrale e più dura della foglia e cucina solo la parte tenera.